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ONE AND ONE MAKES THREE, Michelangelo Pistoletto

Pubblicato il giorno Mag 24, 2017

La Benedicti Claustra Onlus – Abbazia di San Giorgio Maggiore in collaborazione con la Associazione Arte Continua nel contesto degli Eventi Collaterali della 57. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia è lieta di presentare la mostra di uno degli artisti italiani più rappresentativi a livello internazionale, Michelangelo Pistoletto. Il progetto è realizzato grazie al supporto di Galleria Continua.

Figura chiave nello sviluppo dell’arte concettuale e protagonista del movimento Arte Povera, Michelangelo Pistoletto ha attraversato l’arte della seconda metà del Novecento, scrivendone una pagina storica e riportando l’Italia creatia al centro della scena.

Questa mostra concepita per la Basilica di San Giorgio Maggiore e per gli spazi adiacenti, la sacrestia, il coro maggiore, la Sala del Capitolo e l’Officina dell’Arte Spirituale s’impone come riflessione che investe direttamente il destino dell’uomo e l’urgente necessità di un cambiamento sociale.

Secondo Michelangelo Pistoletto il processo evolutivo della società umana è giunto ad un livello che chiede l’assunizione della massima responsabilità e impegno. Nell’ opera Il Tempo del Giudizio esposta nella Sala del Cpitolo, le quattro religioni più diffuse nel mondo – Cristianesimo, Buddismo, Islamismo, Ebraismo – sono indotte a riflettere ciascuna su se stessa, come momento di radicale auto – confessione. Ciascuna religione è rappresentata da un elemento simbolico posto davanti a uno specchio: una statua di Buddha, un tappeto per la preghiera rivolto verso la Mecca, un inginocchiatoio. Fa eccezione l’Ebraismo che si presenta come specchi a forma di tavole della legge.

“L’arte assume la religione vuol dire che l’arte fa dichiaratamente propria quella parte rappresentata dalle strutture che amministrano il pensiero (come la religione). Questo non per sostituirsi ad esse ma per sostituire ad esse un diverso sistema di interpretazione destinato ad estendere nella gente la capacità di esercitare autonomamente le funzioni del pensiero”, dichiara l’artista.

L’esposizione offre una sintesi del percorso artistico del Maestro, dai suoi esordi fino ai giorni nostri. La selezione di opere esposte include tanto i lavori storici più rappresentativi dell’inizio dell’attività artistica di Pistoletto (1960), quanto le opere più recenti (2017). Ciascuna di queste opere contiene in sé la propria storia e la propria attualità, in un continuum spazio-temporale che non consente scissioni o fratture improvvise. La mostra parte dalla serie di autoritratti su tela del periodo giovanile, in cui l’artista si interroga sulla ricerca di una propria dimensione e di un proprio spazio

“(…) Vedendo Bacon ho percepito che il mio problema, il mio dramma erano già lì, dichiarati, di un uomo alla ricerca della propria dimensione e del proprio spazio, una gabbia di vetro impenetrabile, in cui l’uomo viveva in uno stato talmente drammatico da essere soffocato, da non aver voce e spazio. Era un uomo bloccato, braccato, malato, distrutto, angosciato, splendidamente dipinto ma, in questo stato, terribilmente isolato (…). Ho continuato la mia ricerca, condensando proprio il mio lavoro sull’uomo, ma cercando di fare il contrario di Bacon: togliere tutta l’espressione e tutto il movimento dalle figure, così da raffreddare la drammaticità”.

Il percorso continua poi fino ad arrivare allo specchio, che rappresenta per l’artista la ricerca della propria identità.

“Chi sono? Cosa sono?”, Come posso attraverso l’Arte identificare la mia esistenza? Poiché provengo da una cultura artistica totalmente raffigurativa, ho assunto la mia persona come immagine da identificare. Per far questo ho utilizzato il metodo dell’autoritratto, che richiede l’uso dello specchio. L’immagine di me stesso, ritratta a dimensione naturale, è rimasta fissa nel quadro, mentre il fondo che la circonda è diventato specchio. Nello specchio divenuto opera d’arte è entrato il mondo, quindi il mio autoritratto è diventato l’autoritratto del mondo.”

Michelangelo Pistoletto attraverso di sé scopre l’altro da sé. L’identità della propria immagine fissata corrisponde all’identità di qualsiasi altra persona, lo spazio virtuale della superficie specchiante apre una porta che mette in comunicazione arte e vita.

In mostra anche una serie di recenti quadri specchianti che ritraggono Cuba e il suo popolo:

“(…) partire da Cuba per sviluppare una nuova idea di politica. Questo è il mio pensiero. Da Cuba, in un momento di pressione e crisi sociale globale si può avviare un inedito modo di fare politica. Cuba non deve cedere all’unico modello che guida il mondo, visti i risultati attuali. Possiamo trasformare il mondo partendo da Cuba: è un terreno fertile per la sperimentazione, l’innovazione è il cambiamento. Noi siamo qui per questo (…).

A Cuba si è consolidata una piattaforma culturale, artistica e scientifica sulla quale si può generare e far crescere una politica che porti al rinnovamento dell’intera società.” (Michelangelo Pistoletto, maggio 2015, La Habana, Cuba).

Questa mostra mette in luce la genesi dell’opera di Pistoletto e dell’immagine come identificazione fenomenologica dello spaziotempo, accompagnandoci fino alle opere più recenti dove, oltre che con l’immagine, Michelangelo Pistoletto continua a lavorare con l’immaginazione. Attraverso di essa, l’artista propone di configurare lo scenario che si apre verso il futuro, lasciando ancora una volta aperto quel flusso “tridinamico” del tempo che include inevitabilmente passato, presente e futuro.

SCHEDA TECNICA
Titolo della mostra: MICHELANGELO PISTOLETTO One and One makes Three
A cura di: Lorenzo Fiaschi
Promotore: Associazione Arte Continua in collaborazione con Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus con il supporto di GALLERIA CONTINUA San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana
Apertura al pubblico: dal 10 maggio al 26 novembre 2017
Sede espositiva ed orari: Abbazia di San Giorgio Maggiore e Officina dell’Arte Spirituale, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia; 10/11/12 maggio 10.00 – 20.00. Dal 13 maggio Mar-Sab: 10.00 – 18.00 | Dom: 14.00 – 18.00. Linea Actv 2 con fermata San Giorgio 3 minuti da S. Zaccaria Piazza S. Marco. Ingresso libero
Per informazioni: GALLERIA CONTINUA, Via del Castello 11 53037 San Gimignano (SI), Italy Tel +39.0577.943134 |
Fax +39.0577.940484 | www.galleriacontinua.com
Ufficio Stampa: Silvia Pichini | press@galleriacontinua.com, mob. +39 347 45 36 136

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REFUGIOS, Antonio Girbés

Pubblicato il giorno Apr 29, 2016

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Nell’ambito delle attività culturali di Benedicti Claustra Onlus e in concomitanza con la Biennale di Architettura di Venezia 2016, l’artista spagnolo Antonio Girbés presenta nello spazio dell’Officina dell’Arte Spirituale dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore, il progetto espositivo REFUGIOS, un’installazione site-specific formata da tredici opere di grande formato.

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Curatore : Javier Molins

Date: 29 maggio > 31 agosto 2016  h10 > 18, chiuso lunedì (eccetto lunedì 30 maggio)

Vernissage: sabato 28 maggio h.18.30

Indirizzo: Officina dell’Arte Spirituale – Isola di San Giorgio Maggiore – Venezia

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www.abbaziasangiorgio.it

www.antoniogirbes.es

abbazia@abbaziasangiorgio.it

Instagram #antoniogirbes #abbaziasangiorgiomaggiore

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23 aprile 2016 solennità di San Giorgio

Pubblicato il giorno Apr 12, 2016

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Global Fine Art Awards

Pubblicato il giorno Dic 25, 2015

 

thumb_IMG_0694_1024bSiamo lieti di annunciare che l’esposizione Together dell’artista Jaume Plensaospitata nei spazi della Basilica di San Giorgio Maggiore e dell’ Officina dell’Arte Spirituale come evento collaterale della 56.ma Esposizione Internazionale di Arte di Venezia, è stata insignita del prestigioso Global Fine Art Award nella categoria Public art (installazioni in spazi pubblici). La cerimonia di premiazione si è svolta lunedì 30 novembre nella Freedom Tower del Dade Collage a Miami.

Il p. Abate Norberto Villa e la comunità benedettina di San Giorgio Maggiore

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We are pleased to announce that the exhibition Together of the artist Jaume Plensa, hosted in the space of the Basilica of San Giorgio Maggiore and Officina dell’Arte Spirituale as a collateral event of the 56th International Exhibition of Art in Venice, was awarded the prestigious Global Fine Art Award in the category Public art (public or outdoor installation ). The award ceremony was held on Monday, November 30, 2015 in the Historic Miami Freedom Tower at Miami Dade College.

Abbot Norberto Villa and the Benedictine community of San Giorgio Maggiore

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Intervista a Jaume Plensa

Pubblicato il giorno Ott 18, 2015

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Pubblicato il giorno Mag 4, 2015
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Nell’ambito delle attività culturali della Benedicti Claustra Onlus e in occasione della 56a Mostra d’Arte della Biennale di Venezia, la Basilica di San Giorgio Maggiore ospiterà l’evento collaterale “Together” un’istallazione site specific dell’artista spagnolo Jaume Plensa.

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Plensa (Spagna, Barcellona 1955) è uno dei grandi artisti nell’odierno panorama artistico internazionale. I suoi lavori si possono ammirare in tutto il mondo: The Crown Fountain (Chicago), Echo (Seattle), Breathing (London) and Roots (Tokyo). La mostra sarà curata da Clare Lilley, direttore al Yorkshire Sculpture Park (West Yorkshire, Regno unito).

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Clare Lilley, curatore del progetto, commenta così:

Le opere di Plensa per l’Isola di San Giorgio Maggiore sono testimonianza della sua acuta comprensione di misura e spazio. Le sue sculture non si impongono su questi spazi storici; piuttosto catturano e riflettono la luce reale e le ombre al loro interno così da comunicare un linguaggio metaforico. L’impatto visivo, attira la nostra attenzione su un mondo in cui la migrazione e la differenza sfidano il comportamento civile; in questo luogo, che per secoli ha accolto i viaggiatori del mondo, il lavoro di Plensa collegherà le persone di molte fedi e di nessuna fede ” .

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