Inaugurazione mostra HUMAN di Sean Scully – 07 maggio 2019

Pubblicato il giorno Mag 10, 2019

“Il mio lavoro è un tentativo di liberare lo spirito” – Sean Scully

 

Sean Scully presenta Human: una mostra di oltre quaranta lavori recenti e opere inedite presso la Basilica di San Giorgio Maggiore, a Venezia. Nell’ambito delle attività culturali della Benedicti Claustra onlus, i monaci benedettini promuovono il dialogo tra la Chiesa e gli artisti contemporanei.

Il celebre artista di origini irlandesi, esponente dell’astrattismo, ha realizzato una nuova serie di sculture, dipinti, vetrate e opere su carta ispirate all’Abbazia di San Giorgio Maggiore, alle sue vaste collezioni di manoscritti miniati e alla chiesa benedettina del XVI secolo.

Stimolato da questo luogo di culto e contemplazione, Scully ha realizzato un nuovo importante lavoro: a ispirarlo è stata la vasta collezione di manoscritti miniati medievali custoditi nella basilica, che l’artista ha avuto modo di studiare e osservare a lungo.  Negli ultimi otto mesi, ha lavorato assiduamente a un suo manoscritto, composto da pagine realizzate a mano: il risultato sono testi scritti di suo pugno, ai quali si affiancano dipinti e disegni estremamente dettagliati. L’opera Illuminated Manuscript  è esposta sul badalone del coro maggiore, dietro l’altare, dove i monaci ogni giorno si riuniscono in preghiera.

Sotto alla cupola centrale è collocata Opulent Ascension, una nuova scultura dall’altezza sbalorditiva. Realizzata con telai impilati, ciascuno dei quali avvolto in strati di feltro dai toni intensi e variegati, la scultura si erge per dieci metri come un’intricata scala di Giacobbe, guidando l’occhio e lo spirito verso l’oculo e oltre, fino al Paradiso. Configurandosi come l’opera più alta in assoluto nella carriera di Scully, Opulent Ascension rappresenta un principio cardine per l’artista: la convinzione che il suo lavoro possa fungere da trait d’union tra il mondo fisico (quello che possiamo vedere) e il mondo trascendente (quello al quale aspira l’anima). Nel 2009, Scully scrisse: “Voglio mettere in scena il viaggio dalla dimensione spirituale a quella fisica, e viceversa”.

Nei giardini dell’abbazia e negli edifici adiacenti i visitatori scopriranno una serie di opere entusiasmanti che rispecchiano la visione unica e stimolante dell’artista: dai trittici pittorici ai “paesaggi dell’anima”, fino a una sala dedicata alle sillabe morbide dei suoi sublimi pastelli su carta.

I dipinti della serie Landline – opera recente, ma già acclamatissima – decorano lo spazio al piano terreno della famosa e nota “Manica Lunga” che i monaci hanno ribattezzato “Officina dell’Arte Spirituale”, all’interno di questo suggestivo spazio le opere invitano i visitatori a scavare nel loro io più profondo. In mezzo a queste opere prevalentemente astratte, assumono particolare rilevanza i tre ritratti della nuova serie intitolata Madonna. Si tratta di un trittico pionieristico, nato da un impulso irresistibile per Scully: tornare all’arte figurativa dopo essersene allontanato cinquant’anni fa. Un’ulteriore prova del carattere eterogeneo di questa mostra, destinata a lasciare un segno indelebile.

Prima di uscire, i visitatori si imbattono in Arles-Abend-Vincent 2, trittico intenso e radioso i cui pannelli pulsano di blu crepuscolari, ori bizantini, rossi scuri e neri lucenti. Qui l’interpretazione è duplice: il titolo e la sfrontata tavolozza alludono al carattere introspettivo di Vincent Van Gogh, figura importantissima per Scully, mentre l’imitazione del trittico – struttura religiosa per antonomasia – e la sua esposizione all’interno di San Giorgio simboleggiano il potere della reinterpretazione. È difficile non vedere nel dipinto (nella sua veste singola e triplice) un riverbero del misterioso calcolo alla base della Santissima Trinità.

La mostra è curata da Javier Molins. Tutte le opere esposte verranno raccolte in un catalogo illustrato.

 

Contatto per la stampa:

Amanda Mead

Brunswick Arts

+44 (0)20 7936 1290 / seanscully@brunswickgroup.com

 

 

 

 

 

 

Il curatore della mostra Javier Molins e l’abate Norberto Villa

 

Sean Scully