Pianta chiesa (1)

Visite guidate

Le visite guidate negli spazi privati dell’abbazia si effettuano in italiano e in inglese, è sufficiente richiederne la possibilità presso il punto di accoglienza del campanile.

SACRESTIA PALLADIANA

Tra gli ambienti progettati da Andrea Palladio per il monastero, vi è la sacrestia antica, che fu costruita negli ultimi anni del XVI secolo. Completamente restaurata nel 2011. All’interno sono ospitate due tele: la Presentazione di Gesù al tempio di Palma il Giovane, una delle prime opere dell’autore, databile intorno al 1570, e un San Giorgio che uccide il drago del quale si conosce con esattezza la data di esecuzione (1594) e la cui esecuzione è attribuita alla bottega di Domenico Tintoretto, figlio del grande Jacopo Tintoretto. Un altro manufatto di notevole interesse è il grande orologio murario, realizzato nel XVII secolo, di grande impatto visivo per la sua architettura dipinta. Alla base della nicchia, le due piccole statue raffiguranti San Marco e San Giorgio pare fossero state eseguite per la biblioteca del monastero, progettata dal Longhena alla metà del Seicento, per essere poi spostate all’interno della Sacrestia, in seguito ai provvedimenti napoleonici di soppressione del monastero e conseguente confisca dei suoi beni (1806).

CAPPELLA DELLA DEPOSIZIONE 

La cappella privata del monastero, conosciuta con il nome di cappella dei morti, veniva utilizzata per la sepoltura dei monaci defunti, come testimonia la presenza lungo il pavimento di diverse lapidi. Attualmente viene utilizzata dalla comunità benedettina per la preghiera quotidiana.

Dalla storiografia sul monastero si evince che la porta d’ingresso alla cappella corrisponde al luogo dove si trovava l’ingresso della prima chiesa eretta su quest’isola, nell’anno 790. Vi si ammira la famosa tela della Deposizione, eseguita dal Jacopo Tintoretto nel 1594 e conosciuta come l’ultima opera prima della morte del maestro della pittura veneziana avvenuta nel 31 maggio dello stesso anno. Interessante notare come nel dipinto vi sia presente l’autoritratto del Tintoretto, ormai settantacinquenne, nei panni di Giuseppe d’Arimatea (la figura barbuta in basso a sinistra, vestita in rosso, che solleva il Cristo).

SALA DEL CONCLAVE 

Sala del Conclave

La stanza originariamente fu costruita come coro notturno del monastero, luogo in cui, in ossequio alla tradizione benedettina, i monaci si riunivano in preghiera dopo la mezzanotte. Questo spazio è passato alla storia per il conclave del1800, nel quale fu eletto al soglio pontificio il benedettino Barnaba Chiarimonti col nome di Pio VII. Interessante notare come sui ‘quadretti’ inchiodati ai seggi del coro sono riportati i nomi di ciascun cardinale presente all’elezione del Chiaramonti. L’altro punto di fondamentale interesse all’interno della sala è costituito dal San Giorgio che uccide il drago di Vittore Carpaccio, realizzato nel 1516. Di pregevole fattura e vivo interesse è l’Albero della religione benedettina di Antonio Vassillacchi (1591) composto proprio come un albero genealogico dell’ordine benedettino, alla cui radice si trova san Benedetto con la Regola e il pastorale tra le mani, mentre degno di nota è l’organo da camera costruito nel 1733 tuttora funzionante.

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