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When a vision becomes reality


🇮🇹 Ci sono immagini che racchiudono anni di ricerca, bellezza e dialogo. In questo scatto, l’Abate Emerito Norberto Villa e Carmelo A. Grasso, direttore dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore, sono al fianco di cinque figure di spicco della scena artistica internazionale, quattro delle quali hanno collaborato con l’Abbazia negli ultimi anni: Berlinde De Bruyckere, Nicola Samorì, Luc Tuymans, Barry X Ball e Peter Buggenhout.

Più che una semplice fotografia, questo è il ritratto di una comunità creativa che ha trovato all’interno dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore un terreno fertile per il dialogo tra storia e contemporaneità, tra dimensione spirituale e materialità.

Un incontro che celebra le grandi mostre che hanno abitato i nostri spazi e lo spirito di ospitalità che da sempre definisce l’Abbazia.



🇬🇧 There are images that capture years of research, beauty, and dialogue. In this shot, the Emeritus Abbot Norberto Villa, and Carmelo A. Grasso director of the Abbey of San Giorgio Maggiore stand alongside five leading figures of the international art scene, four of whom have collaborated with the Abbey in the last years: Berlinde De Bruyckere, Nicola Samorì, Luc Tuymans, Barry X Ball, and Peter Buggenhout.

More than just a photograph, this is a portrait of a creative community that has found within the Abbey of San Giorgio Maggiore a fertile ground for dialogue between history and the contemporary, between the spiritual dimension and materiality.

A meeting that celebrates the major exhibitions that have inhabited our spaces and the spirit of hospitality that has always defined the Abbey.


#AbbaziaSanGiorgioMaggiore
#AbbaziaSanGiorgioMaggioreETS

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When a vision becomes reality

🇮🇹 Ci sono immagini che racchiudono anni di ricerca, bellezza e dialogo. In questo scatto, l’Abate Emerito Norberto Villa e Carmelo A. Grasso, direttore dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore, sono al fianco di cinque figure di spicco della scena artistica internazionale, quattro delle quali hanno collaborato con l’Abbazia negli ultimi anni: Berlinde De Bruyckere, Nicola […]

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Tintoretto Rediscovered

Clicca qui per vedere il video dell’installazione delle opere dopo il restauro. 🇮🇹 Siamo orgogliosi di annunciare il restauro delle due tele di Jacopo Tintoretto, L’Ultima Cena e Il Popolo d’Israele nel deserto. Questo traguardo è stato reso possibile grazie al sostegno fondamentale di Save Venice e della Famiglia Stracke, alle mani esperte dei restauratori […]

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Tintoretto Rediscovered

Le restauratrici della ditta CBC durante il restauro. Photo by: Matteo De Fina

Clicca qui per vedere il video dell’installazione delle opere dopo il restauro.


🇮🇹 Siamo orgogliosi di annunciare il restauro delle due tele di Jacopo Tintoretto, L’Ultima Cena e Il Popolo d’Israele nel deserto.

Questo traguardo è stato reso possibile grazie al sostegno fondamentale di Save Venice e della Famiglia Stracke, alle mani esperte dei restauratori di CBC e alla movimentazione specializzata del team UniSVe.

Le opere sono nuovamente esposte in Basilica, pronte per essere ammirate da tutti.

Jacopo Tintoretto, L’Ultima Cena – Photo by: Matteo De Fina

🇬🇧 We are proud to share the restoration of Jacopo Tintoretto’s two canvases, The Last Supper and The People of Israel in the Desert.

This achievement was made possible thanks to the essential support of Save Venice and the Stracke Family, the expert hands of the CBC restorers, and the specialized handling by the UniSVe team.

Back on display at the Basilica for all to admire.


Jacopo Tintoretto, Il Popolo d’Israele nel deserto – Photo by: Matteo De Fina

#AbbaziaSanGiorgioMaggiore
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🇮🇹 Ci sono immagini che racchiudono anni di ricerca, bellezza e dialogo. In questo scatto, l’Abate Emerito Norberto Villa e Carmelo A. Grasso, direttore dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore, sono al fianco di cinque figure di spicco della scena artistica internazionale, quattro delle quali hanno collaborato con l’Abbazia negli ultimi anni: Berlinde De Bruyckere, Nicola […]

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Progetti culturali

BARRY X BALL – THE SHAPE OF TIME

Incontro tra tecnologie digitali avanzate e artigianato tradizionale

nella Basilica di San Giorgio Maggiore

Barry X Ball reinventa i capolavori storici utilizzando nuovi materiali e forme

dal 9 maggio al 22 novembre 2026

A cura di Bob Nickas


Pope Saint John Paul II
Bishop of Rome, Vicar of Jesus Christ, Successor of Saint Peter,
Head of the College of Bishops, Supreme Pontiff of the Universal Church, Primate
of Italy, Archbishop and Metropolitan of the Roman Province, Sovereign of the
State of the Vatican City, Servus Servorum Dei
John Paul the Great
Karol Józef Wojtyła

2012-2024

Photo by Barry X Ball Studio

La Basilica di San Giorgio Maggiore presenta The Shape of Time, un’importante retrospettiva dedicata alla pratica scultorea dell’artista americano Barry X Ball, che celebra l’incontro tra innovazione tecnologica e tradizione rinascimentale, all’interno del capolavoro architettonico di Andrea Palladio.

Le opere dell’artista dialogheranno con lo spazio sacro della basilica, reinterpretando il passato attraverso un approccio audace e innovativo.

The Shape of Time riunirà 23 sculture all’interno della basilica, la maggior parte delle quali esposte al pubblico per la prima volta. La mostra è curata dal noto critico Bob Nickas, con il coordinamento di Carmelo A. Grasso, Direttore e Curatore Istituzionale di Abbazia di San Giorgio Maggiore – ramo ETS. L’esposizione mette in evidenza opere appartenenti a cinque serie distinte, ciascuna presentata in spazi selezionati della basilica:

Ritratti scultorei

Due monumentali ritratti scultorei saranno esposti tra gli stalli lignei finemente intagliati del magnifico coro maggiore della basilica. Pope Saint John Paul IIrappresenta l’opera simbolo della mostra, frutto di 12 anni di meticoloso lavoro e realizzata in argento massiccio e oro 18 carati, in collaborazione con la celebre gioielleria italiana Damiani.

Buddha

Tre recenti sculture in pietra raffiguranti Buddha saranno presentate nella sagrestia della basilica, disposte secondo una composizione cruciforme.

Creando un punto d’incontro tra fede cattolica e filosofia buddhista, queste opere rivelano la dimensione ecumenica dell’arte di Ball. Tra queste spicca Mirrored Buddha Herms, dialogo visivo e concettuale tra una scultura giapponese del XV secolo e la sua versione specchiata in marmo nero belga realizzata dall’artista.


Buddha

2018-2025

Photo by Barry X Ball Studio

Progetto Medardo Rosso

Dodici sculture ispirate alle opere di Medardo Rosso saranno collocate lungo il percorso espositivo: il monumentale Enthroned Pope, Reflected, ispirato a Malato all’ospedale di Medardo Rosso, è presentata nel lato sinistro del transetto.

Dieci opere di questa serie sono esposte nel corridoio che collega la navata centrale della basilica alla sagrestia dove, insieme ai Buddha, è esposta un’ultima scultura di questa serie: Sacristan.

Nel 2012, Ball ha collaborato con la società tecnica UnoArte di Vicenza per effettuare scansioni 3D di 39 sculture di Rosso conservate in musei e collezioni private italiane.

Utilizzando uno scanner a luce bianca Breuckmann, il team ha acquisito tutte le superfici e i volumi, creando modelli virtuali altamente dettagliati: i più precisi registri digitali mai realizzati delle opere di Rosso. Ball ha successivamente perfezionato i dati con fotografie di riferimento, completando i modelli nel suo studio di New York. L’obiettivo era utilizzare questi dati scientifici come base per nuove sculture poetiche, capaci di conservare la forza e il mistero delle opere di Rosso, trasformandole al contempo in creazioni originali.

Capolavori

Tre sculture monumentali di questa serie saranno installate nella navata e nel transetto: Pietà e Saint Bartholomew Flayed.

La Pietà, ispirata alla Pietà Rondanini incompiuta di Michelangelo, è stata realizzata nel 2011 dopo la scansione 3D dell’originale e del basamento funerario a Milano.

La modellazione digitale ha introdotto modifiche che ne spostano sottilmente il significato concettuale, mentre il basamento è stato reinterpretato come un obelisco rastremato integrato alla scultura. L’utilizzo di onice iraniano dorato e traslucido conferisce all’opera una luminosità eterea, mentre le diverse finiture superficiali ne esaltano complessità e delicatezza.


Pietà

2011-2022

Photo by Barry X Ball Studio

Opere giovanili e tarde

Largen 1 (Before / After Giotto), una delle prime opere di Barry X Ball (1982–1983), sarà esposta alla fine di un tratto del corridoio della basilica. Realizzata con legno, cera, lino, gesso, bolo e oro 23 carati – materiali simili a quelli utilizzati dai pittori tardogotici e rinascimentali italiani – si presenta come un ibrido tra pittura e scultura ed è collocata nel corridoio davanti alla sagrestia.


Largen 1 (Before/After Giotto)

1982-1983

Photo by Barry X Ball Studio

Il manoscritto contemporaneo – The Word

La comunità benedettina ha commissionato a Barry X Ball la realizzazione di un manoscritto miniato contemporaneo, intitolato The Word. L’opera – una scultura in pietra a forma di libro ispirata ai preziosi Vangeli di Lindau conservati presso la Morgan Library & Museum – entrerà a far parte della collezione inaugurata nel 2019 che riunisce i manoscritti miniati contemporanei realizzati dagli artisti con cui l’Abbazia ha collaborato.

Con la sua portata ambiziosa e la sua integrazione ponderata con la storica Basilica di San Giorgio Maggiore, The Shape of Time non solo ridefinisce i confini della scultura contemporanea, ma riafferma anche il rapporto duraturo tra arte, patrimonio e spiritualità.


🇮🇹 Comunicato Stampa

🇬🇧 Press Release



Purity

2008-2024

Photo by Barry X Ball Studio

Maggiori informazioni:

Orari: da martedì a domenica 10:00 – 18:00 

Lunedì chiuso

Ingresso gratuito

abbazia@abbaziasangiorgio.it
www.abbaziasangiorgio.it
www.barryxball.com

Vaporetto: Linea 2 / San Giorgio

Social
Facebook: Abbazia di San Giorgio Maggiore
Instagram: @abbaziasangiorgiomaggiore

#AbbaziaSanGiorgioMaggiore
#AbbaziaSanGiorgioMaggioreETS


Contatti stampa (Italia)

CASADOROFUNGHER Comunicazione

Elena Casadoro Kopp | +39 334 8602488 | elena@casadorofungher.com

Chiara Carraro |+39 327 8945115 | chiara@casadorofungher.com

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Contatti stampa (Internazionale)

FLINT Culture

Carlotta Dennis-Lovaglio
carlotta.dennislovaglio@flint-culture.com

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BARRY X BALL – THE SHAPE OF TIME

Incontro tra tecnologie digitali avanzate e artigianato tradizionale nella Basilica di San Giorgio Maggiore Barry X Ball reinventa i capolavori storici utilizzando nuovi materiali e forme dal 9 maggio al 22 novembre 2026 A cura di Bob Nickas La Basilica di San Giorgio Maggiore presenta The Shape of Time, un’importante retrospettiva dedicata alla pratica scultorea […]

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LUC TUYMANS – BASILICA DI SAN GIORGIO MAGGIORE

Abbazia di San Giorgio Maggiore, Venezia 9 maggio – 23 novembre 2025 Prorogata fino al 22 febbraio 2026 Team curatoriale: Carmelo A. Grasso, Dr. Corinna Otto, Ory Dessau   Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus e Draiflessen Collection sono lieti di presentare, dal 9 maggio al 23 novembre 2025, una nuova commissione […]

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Nicola Samorì – Petrae Fidei

Vittore Carpaccio 1516 – Nicola Samorì 2024Abbazia di San Giorgio Maggiore, Cappella del Conclave22 dicembre 2024 – 09 marzo 2025 In occasione del prestito della pala d’altare di Vittore Carpaccio raffigurante San Giorgio che uccide il drago alla Staatsgalerie di Stoccarda per la mostra «Carpaccio, Bellini und die Frührenaissance in Venedig», la Comunità Benedettina di […]

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Berlinde De Bruyckere – City of Refuge III

Abbazia di San Giorgio Maggiore | 20 aprile – 24 novembre 2024    Evento Collaterale della 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia Team curatoriale: Carmelo A. Grasso, Ory Dessau, Peter Buggenhout   Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus, in collaborazione con la Galleria Hauser & Wirth, è lieta di […]

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Progetti culturali

LUC TUYMANS – BASILICA DI SAN GIORGIO MAGGIORE

Abbazia di San Giorgio Maggiore, Venezia

9 maggio – 23 novembre 2025

Prorogata fino al 22 febbraio 2026


Team curatoriale:

Carmelo A. Grasso, Dr. Corinna Otto, Ory Dessau  


Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus e Draiflessen Collection sono lieti di presentare, dal 9 maggio al 23 novembre 2025, una nuova commissione per l’altare della Basilica Palladiana: due dipinti inediti di Luc Tuymans (Mortsel, 1958), tra i più importanti pittori della sua generazione. 

Commissionate dalla Comunità Benedettina – guidata dall’Abate Stefano Visintin osb – e Draiflessen Collection, le tele sono state concepite per sostituire in via temporanea i grandi teleri presbiterali di Jacopo Tintoretto (Venezia, 1518-1594): l’Ultima Cena e Il Popolo d’Israele nel deserto, attualmente oggetto di un restauro conservativo – il primo dopo oltre mezzo secolo – promosso grazie al prezioso supporto di Save Venice

Luc Tuymans ritorna a Venezia – dopo l’importante retrospettiva a Palazzo Grassi nel 2019 – ponendosi in dialogo con i monaci benedettini di San Giorgio Maggiore, che da oltre un decennio sono impegnati a ripristinare un proficuo dialogo tra Chiesa e Arte Contemporanea.


Luc Tuymans, Musicians, 2025. Olio su tela, 380 x 600 cm
© Marco Furio Magliani

Le opere, realizzate per il presbiterio monastico e ispirate da immagini ritrovate nella memoria dei viaggi dell’Artista – frammenti e dettagli della quotidianità umana – catturano l’attenzione attraverso toni cromatici inconsueti, prospettive disorientanti e atmosfere surreali in contrapposizione tra loro. Ci viene offerta una narrazione senza storia, capace di nascondere il senso del divino nella quotidiana e ordinaria esperienza del fedele in viaggio tra cultura e spiritualità negli spazi sacri della Basilica.

Per questo importante progetto, l’Artista sta lavorando alla realizzazione di un manoscritto miniato contemporaneo che presto verrà esposto sul leggio del badalone, al centro del Coro Maggiore – luogo di preghiera e lode comunitaria dei monaci. Il manoscritto confluirà nella collezione, avviata già nel 2019, di manoscritti miniati contemporanei realizzati per l’Abbazia di San Giorgio Maggiore dagli artisti con i quali essa ha collaborato negli ultimi anni attraverso la Benedicti Claustra Onlus, suo ramo no-profit.

La mostra è curata da Carmelo A. Grasso, Direttore e Curatore Istituzionale di Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus, Dr. Corinna Otto, Direttrice della Draiflessen Collection e Ory Dessau, curatore indipendente.


© Marco Furio Magliani

Nel corso dei secoli la Chiesa ha avuto un ruolo rilevante nella promozione dell’arte, contribuendo alla creazione di un vasto patrimonio che ancora oggi testimonia l’incontro tra fede, cultura e sensibilità estetica. In tempi più recenti questo rapporto con il mondo dell’arte si è fatto meno frequente, e la presenza della Chiesa tra i promotori di nuove opere si è ridotta. In un’epoca in cui il linguaggio visivo e simbolico continua ad avere un forte impatto, potrebbe essere interessante riflettere su come la Chiesa possa rinnovare il proprio dialogo con l’Arte Contemporanea. Non si tratta solo di decorare gli spazi sacri, ma di aprire nuove possibilità di espressione e confronto, in grado di parlare al presente e di offrire occasioni di ricerca e significato, sia per i credenti che per chi si avvicina alla dimensione spirituale in modo più ampio. 


© Marco Furio Magliani

È con questo spirito che l’Artista Luc Tuymans ha instaurato un dialogo con la Comunità Benedettina per la realizzazione delle sue opere: i monaci ristabiliscono il loro ruolo di promotori della cultura e audaci committenti, e all’Artista viene offerta la possibilità di esprimere il suo genio e di condividere la sua esperienza artistica con i tanti fedeli e pellegrini in visita presso la Basilica Palladiana.

Dalla fine degli anni Ottanta l’Artista belga ha creato opere complesse, caratterizzate da una forte carica semantica e simbolica. I suoi dipinti, in cui prevalgono colori pastello e contorni sfocati, sfuggono a una denominazione chiara, indicando le dimensioni irrappresentabili della realtà e della storia. Nell’arte di Tuymans la sottrazione estetica e concettuale diventa lo strumento per catalizzare l’attenzione dello spettatore. Nel progetto realizzato per la Basilica di San Giorgio Maggiore, l’intento dell’Artista è quello di provocare un’indagine nelle profondità del proprio io e nella propria storia.

L’opera di Tuymans unisce così la questione della rappresentazione in pittura alla possibilità di raffigurare qualcosa di assente rendendolo tangibile, il che conferisce alle due opere mancanti di Tintoretto un’eco contemporanea distante ma appropriata.


Installazione dell’opera Heat nel presbiterio
della Basilica di San Giorgio Maggiore
© Marco Furio Magliani

L’intervento di Tuymans per la Basilica di San Giorgio Maggiore, occasione unica e irripetibile, non deve essere frainteso con una reinterpretazione delle opere di Jacopo Tintoretto, non è questo lo scopo del progetto. È stata offerta all’Artista la possibilità di mettersi a confronto con la sacralità degli spazi della Basilica e della sua storia; di sperimentare, come Jacopo Tintoretto secoli prima di lui, le prospettive visive, la dimensione architettonica del presbiterio, l’interazione dei fedeli in relazione ai momenti liturgici. 

La presentazione LUC TUYMANS – Basilica di San Giorgio Maggiore offre un raro esempio della capacità dell’opera dell’Artista di interagire e acquisire nuovi significati e sfaccettature in relazione all’ambiente circostante in cui è esposta.


Informazioni sull’Artista

Luc Tuymans è un artista che vive ed opera ad Anversa e che può senza dubbio essere inserito tra i più autorevoli pittori della sua generazione; i suoi lavori sono stati esposti nelle più importanti città del mondo tra cui Francoforte, New York, Toronto, Chicago, Londra, Philadelphia, Parigi, Osaka, Pechino.

Nelle sue opere Tuymans si è spesso accostato a tematiche legate ad eventi storici traumatici quali l’Olocausto (Gaskamer, 1986), il colonialismo belga (Mwana Kitoko, 2000), o il terrorismo (Still Life, 2002), servendosi di rappresentazioni dello spaccato di vita quotidiano per evocare nello spettatore un senso di disorientamento, per poi spingerlo a formulare una sua indagine personale e critica.

La prima partecipazione dell’Artista alla Biennale di Venezia risale al 1997 quando, nel corso della 47. edizione della Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, presenta un dipinto dal titolo Illegitimate II. Nel 2001 Tuymans viene selezionato per rappresentare il padiglione belga in occasione della 49. edizione con un’esposizione dal titolo Mwana Kitoko. Beautiful White Man. In questa occasione l’Artista affronta il tema della storia coloniale belga che sfociò nel 1960 con l’indipendenza del Congo. Nel 2019 ha presentato a Palazzo Grassi la sua prima mostra personale in Italia dal titolo La Pelle, nel corso della quale sono state esposte oltre 80 opere realizzate dall’Artista a partire dal 1986. È attualmente in corso l’esposizione dei suoi quattro dipinti murali dal titolo L’Orphelin presso la Rotonde Valentin de Boulogne, al museo del Louvre.


Ritratto di Luc Tuymans, Basilica di San Giorgio Maggiore
© Marco Furio Magliani

🇮🇹 Comunicato Stampa

🇬🇧 Press Release

🇮🇹 Contributi curatoriali 🇬🇧 Curatorial texts


Contatti stampa:

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Elena Casadoro Kopp

m +39 3348602488

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Francesca De Pra

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#AbbaziaSanGiorgioMaggiore

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Nicola Samorì – Petrae Fidei

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Nicola Samorì – Petrae Fidei

Vittore Carpaccio 1516 – Nicola Samorì 2024
Abbazia di San Giorgio Maggiore, Cappella del Conclave
22 dicembre 2024 – 09 marzo 2025


Nicola Samorì, Primo Martire (dettaglio), 2024. Abbazia di San Giorgio Maggiore, Venezia.
© Nicola Samorì

In occasione del prestito della pala d’altare di Vittore Carpaccio raffigurante San Giorgio che uccide il drago alla Staatsgalerie di Stoccarda per la mostra «Carpaccio, Bellini und die Frührenaissance in Venedig», la Comunità Benedettina di San Giorgio Maggiore – attraverso il suo ramo non profit Benedicti Claustra Onlus – ha commissionato all’artista romagnolo Nicola Samorì un dipinto che sostituisca temporaneamente il noto capolavoro cinquecentesco.

Raffigurante il Santo Cavaliere nell’atto di annientare il drago, sulla tela di Vittore Carpaccio è accuratamente descritta, in secondo piano, una scena della lapidazione di Santo Stefano – contitolare, insieme a San Giorgio, del Monastero Benedettino.
È proprio dalla rappresentazione congiunta di questi due Santi, che trae origine Primo Martire: “nel dipinto che ho realizzato per l’Abbazia di San Giorgio Maggiore”, dichiara l’Artista, “ho inteso portare in primo piano il martirio di Santo Stefano, ribaltando le proporzioni leggibili nell’opera del Carpaccio: è il Primo Martire a giganteggiare, mentre San Giorgio diventa una sorta di blasone, impresso sul manto di Stefano, in una temporalità inversa, come se il Martire vestisse l’avvenire.”


Vittore Carpaccio, San Giorgio che uccide il drago, 1516. Abbazia di San Giorgio Maggiore, Venezia.
Foto: Mauro Magliani
© Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus

Traendo ispirazione iconografica dalla Lapidazione di Santo Stefano dipinto da Pier Francesco Cittadini nel 1637 per la Basilica di Santo Stefano a Bologna, Samorì ha percosso materialmente l’effige del Santo – vittima, come è noto, di lapidazione, e per ciò tradizionalmente raffigurato in compresenza di sassi -, attraverso la pressione di pietre sulla tela. “La lapidazione ha avuto luogo fisicamente sul corpo della pittura, aprendo squarci nel modellato ad olio ancora molle”, prosegue Samorì: “la mia trascrizione del modello antico è piuttosto fedele, ma la trama della pittura è sconvolta da incursioni che precipitano il codice barocco verso la gestualità dell’informale”.


Nicola Samorì, Senza titolo, 2024. Abbazia di San Giorgio Maggiore, Venezia.
© Nicola Samorì

Sul grande leggio del badalone centrale, nella stessa Cappella, è esposta una pittura di pietra: una sottile lastra di breccia aperta a libro, proveniente da Vendôme, in Francia, che registra una coralità eterogenea di materie difformi mineralizzate, quasi un’esplosione fossilizzata, che sembra cristallizzare la corsa dei sassi verso il corpo di Stefano.

In fase di esecuzione è inoltre un manoscritto miniato contemporaneo. Realizzato tradizionalmente nel Laboratorio del Restauro del Libro dell’Abbazia di Praglia, il manufatto verrà arricchito personalmente dall’Artista – confluendo nella collezione di manoscritti miniati contemporanei donati alla Comunità Benedettina di San Giorgio Maggiore.

Lo spazio che ospiterà il progetto espositivo dal 22 dicembre 2024 al 09 marzo 2025 si trova nel Coro Notturno dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore, un’area privata del Monastero oggi meglio nota come Cappella del Conclave – denominazione che acquisì dopo aver ospitato, nel 1800, l’assemblea cardinalizia che elesse al soglio pontificio Papa Pio VII (al secolo Gregorio Barnaba Chiaramonti, monaco benedettino cassinese, allora Vescovo di Imola).

L’ingresso alla mostra è libero, e l’accesso possibile unicamente attraverso visite guidate erogate in loco senza anticipata prenotazione.

Courtesy l’artista e Monitor Roma, Lisbona, Pereto (AQ)

🇮🇹 Comunicato Stampa

🇬🇧 Press Release

Nicola Samorì

Nicola Samorì è nato nel 1977 a Forlì e si è diplomato nel 2004 all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Pittore e scultore, nel suo percorso si evidenzia il tentativo di mettere in pericolo forme derivate dalla storia della cultura occidentale; in esse l’apertura del corpo rappresentato e della superficie pittorica si mostrano senza soluzione di continuità e si ha l’impressione che la nascita di una nuova opera comporti sempre il sacrificio di una antica.

Il suo lavoro è stato esposto in musei e mostre nazionali e internazionali: 56. Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia ‘ALL THE WORLD’S FUTURES’; MOCAK, Kraków; 16a Quadriennale d’arte, Palazzo delle Esposizioni, Roma; Kunsthalle, Tübingen; TRAFO Centre for Contemporary Art, Szczecin; Palazzo Reale, Milano; YU-HSIU MUSEUM of ART, Nantou, Taiwan; Mart, Rovereto, Museo Archeologico Nazionale, Napoli; Palazzo Fava, Bologna; Villa d’Este, Tivoli.

______________

Petrae Fidei
Vittore Carpaccio 1516 – Nicola Samorì 2024

Abbazia di San Giorgio Maggiore, Venezia

22 dicembre 2024 – 09 marzo 2025

Orari di apertura: 10:00 – 17:00
Chiuso il lunedì

Ingresso libero

Info: abbazia@abbaziasangiorgio.it

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BARRY X BALL – THE SHAPE OF TIME

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Nicola Samorì – Petrae Fidei

Vittore Carpaccio 1516 – Nicola Samorì 2024Abbazia di San Giorgio Maggiore, Cappella del Conclave22 dicembre 2024 – 09 marzo 2025 In occasione del prestito della pala d’altare di Vittore Carpaccio raffigurante San Giorgio che uccide il drago alla Staatsgalerie di Stoccarda per la mostra «Carpaccio, Bellini und die Frührenaissance in Venedig», la Comunità Benedettina di […]

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Berlinde De Bruyckere – City of Refuge III

Abbazia di San Giorgio Maggiore | 20 aprile – 24 novembre 2024    Evento Collaterale della 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia Team curatoriale: Carmelo A. Grasso, Ory Dessau, Peter Buggenhout   Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus, in collaborazione con la Galleria Hauser & Wirth, è lieta di […]

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Progetti culturali

Berlinde De Bruyckere – City of Refuge III

Abbazia di San Giorgio Maggiore | 20 aprile – 24 novembre 2024   

Evento Collaterale della 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

Team curatoriale: Carmelo A. Grasso, Ory Dessau, Peter Buggenhout  

Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus, in collaborazione con la Galleria Hauser & Wirth, è lieta di presentare al pubblico, dal 20 aprile al 24 novembre 2024, una mostra personale dell’artista belga Berlinde De Bruyckere.

Oscillando tra trascendenza e immanenza materiale, la mostra City of Refuge III è costituita da tre gruppi di opere inedite, concepite appositamente per gli spazi sacri dell’Abbazia, in dialogo con la sua architettura monumentale, la sua funzione, il suo simbolismo, la sua storia. In esposizione: una serie di sculture di arcangeli nella navata centrale e lungo le navate laterali della Basilica, un’installazione di grandi dimensioni presso la Sacrestia, e teche contenenti opere scultoree lungo il corridoio della Galleria del Monastero. Prendendo il titolo dall’omonima canzone di Nick Cave, City of Refuge III è la terza di una serie di mostre dell’artista che tematizzano l’arte come luogo di rifugio e riparo: un tema qui accentuato dall’intensità spirituale del luogo.   

Nel 2013, De Bruyckere è stata selezionata per rappresentare il Belgio alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia dove, in collaborazione con il premio Nobel J.M. Coetzee, ha inaugurato la sua monumentale opera site-specific “Kreupelhout – Cripplewood”. Nel corso della sua attività, De Bruyckere ha riprodotto forme ibride con caratteristiche umane, animali e organiche. Attingendo dall’eredità dei grandi maestri europei, dal Rinascimento fiammingo, dall’iconografia cristiana, dalla mitologia e dal folclore, l’artista stratifica storie esistenti con nuove narrazioni ispirate da eventi attuali. Crea un terreno psicologico di pathos, tenerezza e disagio. Indagando le dualità di amore e sofferenza, pericolo e protezione, vita e morte, le opere di De Bruyckere trascendono le implicazioni teologiche, sfociando nel regno dell’universale e del profano.

Informazioni sulle opere esposte

Il primo gruppo di opere presentato in Basilica pone in evidenza l’archetipo dell’arcangelo. Il soggetto appare come una figura velata e ibrida, che giustappone l’umano al divino, il creaturale o terreno al celeste, il temporale all’eterno. Si tratta di un’installazione di arcangeli, ognuno dei quali emerge da un gruppo scultoreo modulare composto da un piedistallo irregolare a forma di pilastro con patina argentata, uno schermo a specchio inclinato che moltiplica il soggetto e l’ambiente circostante, e uno stendardo monumentale che accentua l’aspetto rituale dell’ambiente e delle opere.

Berlinde De Bruyckere, Installazione per la Sacrestia dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore (opera in fase di realizzazione), 2024. Cera, ferro ed epossidico.
© Berlinde De Bruyckere. Su gentile concessione dell’artista e Hauser & Wirth.
Fotografia: Mirjam Devriendt

Nella Sacrestia, De Bruyckere espone un’installazione di tavoli da saldatura in metallo con tronchi d’albero abbattuti o morti, ricoperti da una colata di cera. L’installazione dà vita a uno scenario post-apocalittico in cui i frammenti di natura morta subiscono una cristallizzazione ulteriore, instaurando così un orizzonte di redenzione, di ringiovanimento e rinascita, che conferisce alla scena un potenziale di crescita. In dialogo con gli arredi liturgici in legno della Sacrestia, l’installazione del tronco d’albero suggerisce un ambiente di precarietà per il dipinto sull’altare, opera di Giuseppe Porta (detto Salviati), raffigurante la Presentazione di Gesù al Tempio da parte di Maria e Giuseppe.

Il terzo gruppo di sculture nella Galleria del Monastero trae ispirazione dalle eccezionali opere dell’intagliatore fiammingo del XVI secolo Albert van den Brulle, che decorò il Coro della Basilica con bassorilievi in noce raffiguranti la vita di San Benedetto. De Bruyckere ha risposto a questi elementi cinquecenteschi allestendo una sequenza di nuove teche in cui i motivi dei bassorilievi di van den Brulle vengono ripresi, fossilizzati per un contesto più attuale.

Infine, sempre nella Galleria del Monastero, sono esposte opere recenti della produzione dell’artista. Queste opere forniscono un ideale ulteriore contesto ai lavori creati per l’occasione. Tra questi, si trovano esempi della serie scultorea “Anderlecht” e collage della serie “It Almost Seemed a Lily,” entrambe produzioni di De Bruyckere.

Informazioni sull’artista

Berlinde De Bruyckere è nata a Gand, in Belgio, nel 1964, dove tuttora vive e lavora. Dalla prima esposizione a metà degli anni Ottanta, le sculture e i disegni di De Bruyckere sono stati esposti in numerose mostre presso importanti istituzioni di tutto il mondo. Tra queste, la mostra in corso “No Life Lost” presso Artipelag, Gustavsberg, Svezia, e le mostre personali “Crossing a Bridge on Fire” al MAC / CCB, Lisbona, Portogallo (2023); “City of Refuge II,” Diözesanmuseum, Freising, Germania (2023); “City of Refuge I,” La Commanderie de Peyrassol, Flassans-sur-Issole, Francia (2023); “PEL / Becoming the figure,” Arp Museum, Remagen, Germania (2022); “Plunder / Ekphrasis,” MO.CO. Montpellier, Francia (2022); “Engelenkeel,” Bonnefanten Museum, Maastricht, Paesi Bassi (2021); “Berlinde De Bruyckere,” Middelheimmuseum, Anversa, Belgio (2020); “ALETHEIA,” Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Italia (2019); “It Almost Seemed a Lily,” HVB, Mechelen, Belgio (2018); “Embalmed,” Kunsthal Aarhus, Danimarca (2017); “Suture,” Leopold Museum, Vienna, Austria (2016); “The Embalmer,” Kunstraum Dornbirn, Austria e Kunsthaus Bregenz, Austria (2015).

Ritratto di Berlinde De Bruyckere, Basilica di San Giorgio Maggiore.
Fotografia: Lorenzo Palmieri

Contatti stampa:

Rachel John, SUTTON

rachelj@suttoncomms.com | M: +44 (0) 7808 039664

Roberta Barbaro, Studio ESSECI

roberta@studioesseci.net | M. +39 3316147373

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LUC TUYMANS – BASILICA DI SAN GIORGIO MAGGIORE

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Nicola Samorì – Petrae Fidei

Vittore Carpaccio 1516 – Nicola Samorì 2024Abbazia di San Giorgio Maggiore, Cappella del Conclave22 dicembre 2024 – 09 marzo 2025 In occasione del prestito della pala d’altare di Vittore Carpaccio raffigurante San Giorgio che uccide il drago alla Staatsgalerie di Stoccarda per la mostra «Carpaccio, Bellini und die Frührenaissance in Venedig», la Comunità Benedettina di […]

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Berlinde De Bruyckere – City of Refuge III

Abbazia di San Giorgio Maggiore | 20 aprile – 24 novembre 2024    Evento Collaterale della 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia Team curatoriale: Carmelo A. Grasso, Ory Dessau, Peter Buggenhout   Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus, in collaborazione con la Galleria Hauser & Wirth, è lieta di […]

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Progetti culturali

2023 – Amicizia Sociale: incontrarsi nel giardino

Padiglione della Santa Sede alla 18. MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA LA BIENNALE DI VENEZIA 2023

© Studio Albori

Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione prende parte alla 18. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, dedicando il Padiglione Nazionale della Santa Sede al tema dell’Incontro.
Dal 20 maggio al 26 novembre 2023, presso l’Abbazia di San Giorgio Maggiore, la mostra dal titolo “Amicizia Sociale: Incontrarsi Nel Giardino”, presentata negli spazi espositivi e nel giardino del Monastero Benedettino, invita i visitatori a “prendersi cura del pianeta come ci prendiamo cura di noi stessi e celebrare la cultura dell’incontro”. Con queste parole il curatore, arch. Roberto Cremascoli, sintetizza gli insegnamenti di Papa Francesco, tratti dalle sue encicliche Laudato si’
(2015) e Fratelli tutti (2020), che a loro volta diventano guida del percorso espositivo.
Il Commissario, il Cardinal José Tolentino de Mendonça, e il curatore hanno invitato a esporre nel Padiglione della Santa Sede una figura dal prestigio indiscutibile nel panorama artistico e architettonico internazionale, come l’architetto portoghese Álvaro Siza (Premio Pritzker nel 1992), insieme al collettivo italiano Studio Albori (Emanuele Almagioni, Giacomo Borella, Francesca Riva). Quest’ultimo, grazie allo sviluppo di una pratica multidisciplinare, frequenta la realtà del progetto mescolando le attività di architettura a processi partecipativi ed ecologici. Dall’incontro tra le encicliche del Santo Padre, gli architetti invitati e i diversi contribuiti scientifici, nasceranno le installazioni che risponderanno al tema “Il Laboratorio del Futuro”, proposto dalla curatrice della 18. Mostra Internazionale di Architettura, Lesley Lokko.

© Alvaro Siza

Il percorso espositivo

La prima parte del percorso si sviluppa all’interno delle sale espositive del Monastero Benedettino di San Giorgio Maggiore, gestite dalla Benedicti Claustra Onlus, che collabora attivamente al progetto. Allo spazio si accede dalla Darsena Grande dell’Isola, di fronte al bacino di San Marco – al piano terra dell’edificio storico denominato Manica Lunga.  

A ricevere i visitatori ci sarà il video racconto di Mattia Borgioli, che mostra il processo che ha portato alla realizzazione di tutte le installazioni, dal concepimento dei primi prototipi sino al loro arrivo sull’Isola. Questo incipit apre il cannocchiale della galleria che, attraverso i contributi scientifici in catalogo, schizzi dei partecipanti al progetto e fotografie di Marco Cremascoli, dà inizio alla narrazione. 

L’installazione “O Encontro” di Álvaro Siza accoglie il visitatore e lo conduce, in un dialogo tra le figure disegnate dal maestro, fino agli spazi esterni: grandi presenze, le cui geometrie e dinamicità di movimento alludono plasticamente alla coraggiosa visione sociale di Papa Francesco. La loro suggestiva interazione crea un movimento incessante, fatto di pause e di sorprese, che culmina verso l’ultimo monolite, marmoreo come il primo che apre il percorso, che raggiunge il giardino, guidandoci verso il ritrovato orto monastico e le strutture di accoglienza appositamente create. 

La nuova conformazione del giardino, su disegno dello studio Albori, prende vita grazie al contributo dell’Associazione Culturale veneziana About (Agostino Vazzoler, Michela Valerio, Riccardo Bermani) che dal 17 marzo 2023 fino alla fine della Biennale Architettura lavora alacremente per riportare il giardino monastico al suo spirito originale, con piante locali, attenzione alla stagionalità e con le risorse a disposizione. 

Il progetto dello studio Albori accompagna la nuova passeggiata nell’orto, tra le piantumazioni, realizzando parti ombreggiate grazie a pergolati in legno e bamboo e in parte a cielo aperto. Tutto il legno utilizzato vive qui una seconda vita, come la seconda occasione che si vuole dare ai luoghi, alle culture e agli esseri viventi. 

Pensata come spazio a disposizione di tutti, la nuova conformazione permette di camminare tra gli orti, il pollaio, il deposito dei semi e le zone di riposo, in una pratica di riconoscimento e contemplazione. Uno scenario materiale e spirituale, fatto di piccoli gesti dosati con cura, che avvicinano alla vita quotidiana del monastero benedettino, alla sua Regola, aprendo la possibilità a un dialogo attuale con quegli spazi emblematici della tradizione architettonica. 

Per la stampa nazionale ed internazionale:  

Cristiano Grisogoni | DCE: cristiano.grisogoni@dce.va  

Flavia Chiavaroli | COR arquitectos: flavia.chiavaroli@corarquitectos.com  

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@labiennale @holyseepavilion 

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#BiennaleArchitettura2023 

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Progetti culturali

Vockenhuber – Belonging

A cura di Don Umberto Bordoni

15 maggio – 26 novembre 2023

© Stefan Wascher

Il 15 maggio 2023, in concomitanza con la Biennale Architettura, l’Abbazia di San Giorgio Maggiore presenta la mostra Belonging dell’artista austriaca Helga Vockenhuber, da sempre attenta al profilo religioso dell’uomo e alla sua instancabile ricerca del legame interiore col mistero dell’essere. L’iniziativa, a cura di Don Umberto Bordoni, fa parte del programma culturale della Benedicti Claustra Onlus, ramo non-profit della Comunità Benedettina che, in continuità con il passato, promuove e sostiene direttamente attività e progetti per lo sviluppo dell’arte e della ricerca artistica. 

Fulcro della mostra è l’installazione di sette sculture in bronzo di Helga Vockenhuber che insieme compongono un’imponente corona di spine. Posizionate zenitalmente sotto la grande cupola palladiana ed eccezionalmente presentate assieme, come progetto site-specific, le opere accoglieranno fedeli e visitatori nella Basilica di San Giorgio Maggiore dal 15 maggio al 26 novembre 2023. Un’altra evocativa installazione sarà collocata nella Sacrestia Monumentale e, ad accompagnarle, un itinerario per immagini fotografiche a cura di Ägidius Vockenhuber, architetto e fotografo, figlio dell’artista. Con questo intervento Helga ed Ägidius Vockenhuber intendono suscitare una riflessione aperta sulle varie appartenenze che caratterizzano l’umano nel suo legame con l’interiorità, con la natura, col prossimo e con Dio. 

Le sculture, bronzi contorti e acuminati che si riflettono nello scuro specchio d’acqua sul quale poggiano come sospesi sopra l’abisso, condensano un carico perturbante di sofferenza che è immediata memoria delle Reliquiae Passionis e della Historia Christi ed è allo stesso tempo evidente mise en scène della tragedia umana nel suo complesso. Helga Vockenhuber raccoglie il frutto di trent’anni di esplorazione artistica: abbandona la figura umana e concentra il suo lavoro attorno al segno cristiano della corona di spine, una icona della fraternità ritrovata a partire dai frammenti della Passione. L’installazione rappresenta una sfida alle appartenenze, una indagine sulla natura e sulla fragilità delle relazioni umane: sugli intrecci, le torsioni, le rotture, i riavvicinamenti, le affinità interiori, le azioni performanti che caratterizzano il valore e il dramma del legame sociale. In un tempo di moltiplicazione esponenziale di strumenti e reti di connessione, l’isolamento dell’individuo, il distanziamento pandemico, la conflittualità bellica, fin nel cuore del continente europeo, interrogano e sfidano i temi della coesione sociale e della fraternità.  

Nelle sue fotografie Ägidius Vockenhuber attraversa invece alcuni archetipi dello spazio mistico: luce e ombra, acqua, alberi. Il suo itinerario individuale, percorso nei tempi del confinamento pandemico, intreccia la fotografia e l’architettura, l’interrogazione sulle radici della persona e sui cammini generativi di senso, e sfocia in uno spazio di condivisione e di rigenerazione. 

© Stefan Wascher

Helga Vockenhuber (1963, Mondsee) è un’artista e scultrice austriaca. Concentra il suo lavoro sulle questioni centrali poste dalle religioni del mondo, e in particolare sul percorso che l’uomo fa per trovare sé stesso e ricercare la sua pace interiore. Per le sue opere in bronzo ha intrapreso una ricerca per una sensibilità spirituale del corpo umano, combinando al suo interno caratteristiche peculiari appartenenti a persone di origini diverse. Vockenhuber mira a rappresentare e trasmettere la dignità dell’uomo e il suo intrinseco mondo spirituale, evidenziando la sua unicità. 

Ägidius Vockenhuber (1991, Salisburgo) è un architetto austriaco che vive e lavora a Vienna. Il suo primo desiderio era diventare un monaco eremita, quindi ha iniziato la sua formazione al Gymnasium Borromäum del Vescovato. Ha conseguito la laurea in Architettura all’Università Tecnica di Vienna. Dopo la laurea, ha frequentato vari corsi di fotografia: Fotohof Salzburg, Photo School Vienna, Lette Academy Berlin, Andreas H. Bitesnich fineart, oltre a numerose lezioni all’Università di Arti Applicate di Vienna. Ha lavorato per gmp Architekten Gerkan, Marg and Partner ad Amburgo, Nana Architettura a Vienna e nell’atelier di Helga Vockenhuber a Mondsee. 

© Ägidius Vockenhuber

Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus 

Abate Stefano Visintin osb 

Direttore Carmelo A. Grasso 

Project Assistant Irene Innamorati 

#Belonging 

#HelgaVockenhuber 

#ÄgidiusVockenhuber 

#AbbaziaSanGiorgioMaggiore 

#BenedictiClaustraOnlus 

@abbaziasangiorgiomaggiore

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Berlinde De Bruyckere – City of Refuge III

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Progetti culturali

AI WEIWEI – EGO VICI MVNDVM

Dal Segno alla Storia

Vittore Carpaccio 1516 – Ai Weiwei 2023

Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus, in collaborazione con Ai Weiwei, è lieta di presentare EGO VICI MUNDUM, dal 14 gennaio al 18 giugno 2023

Photo credit: Mauro Magliani, Marco Furio Magliani

Approfittando del prestito della pala d’altare di Vittore Carpaccio raffigurante San Giorgio che uccide il drago a due importanti mostre internazionali (prima a Washington, poi a Venezia), la Comunità Benedettina di San Giorgio Maggiore ha commissionato all’artista cinese Ai Weiwei una reinterpretazione del noto capolavoro cinquecentesco.

Nell’ambito delle attività culturali della Benedicti Claustra Onlus, tese a istituire un dialogo proficuo tra l’Abbazia e il mondo dell’Arte Contemporanea, l’opera Untitled (Saint George slaying the dragon), realizzata interamente da tessere Lego, comunica straordinariamente con il contesto storico e spirituale in cui è temporaneamente inserita. L’altare che la contiene, dedicato al Santo Martire, si trova infatti nel Coro Notturno oggi noto come Cappella del Conclave, nome questo che le deriva dall’aver ospitato nel 1800 l’elezione al soglio pontificio di Pio VII (al secolo Barnaba Chiaramonti), un luogo solitamente non accessibile ai visitatori. 

Il titolo dell’iniziativa: Ego vici mundum, citazione dal Vangelo di Giovanni riportata lungo il fregio della Cappella («Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!» 16,33), stabilisce un nesso con l’episodio biblico rappresentato, paradigma di una definitiva vittoria del Bene sul Male, che si può altresì ergere simbolicamente a perfetto emblema dell’attivismo politico e sociale in difesa dei diritti umani, abbracciato dall’artista cinese ormai da anni. 

Inoltre, sul badalone centrale della stessa Cappella è esposto un manoscritto miniato contemporaneo. Disegnato personalmente dall’artista e donato alla comunità benedettina di San Giorgio Maggiore, il manoscritto è prova tangibile della sua abilità nel ritornare al Segno, un ordito di tracce attraverso cui ogni piccolo dettaglio della sua e nostra quotidianità è consegnato oggettivamente alla Storia

Il progetto espositivo testimonia dunque la capacità di Ai Weiwei di aprirsi e confrontarsi con umana empatia e sensibilità artistica alla visione dei monaci, in questo caso suoi committenti contemporanei, ponendosi come anello di congiunzione tra la tradizione benedettina e il dialogo con l’Arte Contemporanea, un’intesa che da più di un decennio la Benedicti Claustra Onlus ha perseguito e persegue convintamente.

Taking advantage of the loan of the altarpiece Saint George killing the dragon of Vittore Carpaccio to two important and international exhibitions (first in Washington, then in Venice), the Benedectine Community of San Giorgio Maggiore commissioned to the Chinese artist Ai Weiwei a reinterpretation of the well-known sixteenth-century masterpiece. 

As part of the cultural activities of the Benedicti Claustra Onlus, aimed at establishing a fruitful dialogue between the Abbey and the world of Contemporary Art, the artwork Untitled (Saint George slaying the dragon), made entirely of Lego bricks, communicates extraordinarily with the historical and spiritual context in which it is temporarily inserted. The altar that houses it, dedicated to the Holy Martyr, is in fact located in the Nocturnal Choir, known today as the Conclave Chapel, a name that derives from having hosted in 1800 the election to the papal throne of Pius VII (born Barnaba Chiaramonti), a place not usually accessible to visitors.

The title of the initiative Ego vici mvndvm – which is the quote from John’s Gospel reported along the frieze of the Chapel («In this world you have troubles, but take heart: I have overcome the world!» 16,33) – establishes a link with the the biblical episode represented, paradigm of a definitive victory of Good over Evil, which can also be erected symbolically as the perfect emblem of the political and social activism in defense of human rights, embraced by the Chinese artist for years now. 

Furthermore, on the central badalone of the same Chapel, a contemporary illuminated manuscript is exposed. This manuscript, personally designed by the artist and donated to the Benedictine Community of San Giorgio Maggiore, is the tangible proof of his ability to return to the Sign, a warp of traces through which every little detail of his and our daily life is objectively consigned to the History. 

The exhibition project therefore testifies Ai Weiwei’s ability to open up and interact with the vision of the monks, in this case his contemporary clients, with human empathy and artistic sensibility, acting as a conjunction ring between the Benedictine tradition and the dialogue with Contemporary Art, an understanding that for more than a decade the Benedicti Claustra Onlus has pursued and pursues with conviction. 

Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus

Abate Stefano Visintin o.s.b. 

Direttore Carmelo A. Grasso

Si ringrazia Galleria Continua per la collaborazione.

Ai Weiwei – EGO VICI MVNDVM

Abbazia di San Giorgio Maggiore, Cappella del Conclave, Isola di San Giorgio Maggiore, 30124, Venezia
14 gennaio – 18 giugno
10:00 – 17:00
Aperta tutti i giorni tranne mercoledì e giovedì
Ingresso libero, per info e prenotazioni: visite@abbaziasangiorgio.it

Abbazia di San Giorgio Maggiore, Conclave Chapel
Island of San Giorgio Maggiore, 30124, Venice
14 January – 18 June
10:00 a.m. – 5:00 p.m.
Open every day except Wednesdays and Thursdays
Free admission, booking required at visite@abbaziasangiorgio.it 

#AiWeiwei

#EgoViciMvndvm

#AbbaziaSanGiorgioMaggiore

#BenedictiClaustraOnlus

@abbaziasangiorgiomaggiore

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BARRY X BALL – THE SHAPE OF TIME

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Vittore Carpaccio 1516 – Nicola Samorì 2024Abbazia di San Giorgio Maggiore, Cappella del Conclave22 dicembre 2024 – 09 marzo 2025 In occasione del prestito della pala d’altare di Vittore Carpaccio raffigurante San Giorgio che uccide il drago alla Staatsgalerie di Stoccarda per la mostra «Carpaccio, Bellini und die Frührenaissance in Venedig», la Comunità Benedettina di […]

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Berlinde De Bruyckere – City of Refuge III

Abbazia di San Giorgio Maggiore | 20 aprile – 24 novembre 2024    Evento Collaterale della 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia Team curatoriale: Carmelo A. Grasso, Ory Dessau, Peter Buggenhout   Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus, in collaborazione con la Galleria Hauser & Wirth, è lieta di […]

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Progetti culturali

AI WEIWEI – La Commedia Umana / Memento mori

DAL 28 AGOSTO AL 27 NOVEMBRE 2022
ABBAZIA DI SAN GIORGIO MAGGIORE

Ai Weiwei to unveil first-ever body of work in glass alongside world’s largest hanging Murano glass sculpture

Glass, a special material and a part of our daily life, bears witness to joy, anxiety and worry in our reality. In its presence we reflect upon the relationships between life and death, and between tradition and reality.
– Ai Weiwei

04 August 2022 – Ai Weiwei, in collaboration with Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus, Berengo Studio and Fondazione Berengo, announces a new body of work set to be unveiled at a solo exhibition in Venice this summer. Marking the artist’s first experimentation with glass, which began in Beijing in 2009 and has culminated in a three-year project conceived in Murano, the works are filled with motifs from Ai Weiwei’s long and varied artistic career. Alongside some of the artist’s best-known and latest works in porcelain, wood and LEGO, the glass series will be presented within the dramatic setting of Venice’s Basilica of San Giorgio Maggiore from 28th August to 27th November 2022.

The centrepiece of the artist’s glass series is La Commedia Umana, an enormous hanging sculpture comprised of over 2,000 pieces of black glass handcrafted by the maestros of Berengo Studio in Murano. Measuring more than six metres wide and almost nine metres high, the twisted monument is the largest hanging sculpture ever made in Murano glass in living history.

The intricate details of the imposing work are made visible through the skilful use of light by the Italian company Luce5. Thanks to this illuminating support, the artwork reveals a cascade of bones, organs and unexpected items which act as a poignant reflection on the alienating relationship between humans and the natural world, a message that rings loudly in the fragile ecosystem of the Venetian lagoon. Moreover, in counterpoint to Palladio’s balanced architecture, the gigantic work and exhibition enhance the Benedictine monks’ centuries-old commitment to promoting a fruitful dialogue between the church and contemporary art.

“This vast hanging sculpture in black glass defies definition, nothing like it has ever really been seen or realised before. Part of its beauty is it remains a mystery, a human tragedy, a comedy, a tangled mess that we each must seek to unwind in our own time. It is a work that stirs emotions, that forces us to come to terms not only with our own mortality, but with the part our lives have to play in the greater theatre of human history.” – comments Adriano Berengo, Founder of Berengo Studio and Fondazione Berengo.

Weighing 2,700 kg, the monumental ‘chandelier’ debuted in Rome in March 2022 and returns to its origins in Venice, joining eight unseen glass works, including Brainless Figure in Glass, 2022, a self-portrait conceived through modern technology and manual sculpting; Glass Root, 2022, which harks back to the artist’s woodwork following the discovery of remnants of deforestation and natural causes in Brazil in 2017; and everyday objects, such as Glass Takeout Box, 2022, a symbol of globalisation (first introduced in marble in 2015), and Glass Toilet Paper, 2022, which reflects our society’s fragility.

Titled La Commedia Umana – Memento Mori and curated by Ai Weiwei, Adriano Berengo and Carmelo A. Grasso, Director of Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus, the exhibition will also feature a selection of Ai Weiwei’s most notable works, such as Illumination, 2019 (loaned by Lisson Gallery), an iconic selfie taken by Weiwei in Chengdu, China, in 2009, as police escorted him to a hotel lift; and Dropping a Han Dynasty Urn, 2016, a provocative series of black and white photographs recreated in LEGO bricks. The exhibition will also present two of Ai Weiwei’s latest LEGO works: Sleeping Venus (After Giorgione), 2022 and Know Thyself, 2022, two debut works commissioned by Galleria Continua, and Untitled (After Mondrian), 2022, loaned by Berlin’s neugerriemschneider gallery.

Inspired by the collaborative work of Peggy Guggenheim and Egidio Costantini in the 1960s, who invited masters such as Picasso and Chagall to produce art in glass, this project builds on Berengo Studio’s work with contemporary artists over the past three decades.

www.berengo.com
-ENDS-
Notes to the editors
For media enquiries and photo credits, please contact raquel@scott-andco.com
Photo caption: Ai Weiwei, Venice 2020. Photographer credit: Edward Smith
La Commedia Umana – Memento Mori opens to the public on 28th August (until 27th November 2022) and will be open every day except Tuesday, from 10am to 6pm.

Free entry.

Exhibition address:

Basilica di San Giorgio Maggiore Island of San Giorgio Maggiore 30124 Venezia

In partnership with: Luce5

Thanks to:

Lisson Gallery neugerriemschneider

Galleria Continua

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About Ai Weiwei

Berengo Studio was founded in 1989 by Adriano Berengo with the intention of creating a space for creatives of all disciplines to freely experiment with the medium of glass. Over the last thirty years the Studio has forged a new path for the medium within the art world, testing the limits of contemporary glassmaking with its innovative and inventive approach. Inspired by the work of Peggy Guggenheim and Edigio Costantini in the 1960s, who invited artists such as Picasso and Chagall to produce sculptures in glass, Berengo decided to further this creative vision, inviting contemporary artists from around the world to collaborate with the skilled glass maestros of Murano. It’s an enterprise that has seen him collaborate with the likes of Ai Weiwei, Tracey Emin, Thomas Schütte, and Laure Prouvost. Today sculptures made at Berengo Studio can be found in museums, galleries, and collections around the world, and the Studio is seen as the leading glass furnace for artistic collaborations.

About Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus

The Benedicti Claustra Onlus was born from the will of the Benedictine monks to promote and support, through direct collaboration, activities and projects for the development of art and artistic research. The monastic community of the Abbey of San Giorgio Maggiore in Venice, in the wake of a centuries-old tradition, still promotes art, culture and creativity in its various forms of expression. Within the Palladian Basilica, the Benedicti Claustra Onlus hosts cultural initiatives of great artistic value with a strong spiritual connotation. The presence of contemporary works of art within a sacred space has awakened the sensitivity of the faithful and visitors alike, triggering a fertile confrontation that opens up new horizons of evangelisation and dialogue. The various activities of the Benedicti Claustra Onlus are part of a general programme called ‘ART SAVES ART’; all the donations for the various cultural activities are reinvested in restoration work to protect and enhance the works present in the Abbey.

About Berengo Studio

Berengo Studio was founded in 1989 by Adriano Berengo with the intention of creating a space for creatives of all disciplines to freely experiment with the medium of glass. Over the last thirty years the Studio has forged a new path for the medium within the art world, testing the limits of contemporary glassmaking with its innovative and inventive approach. Inspired by the work of Peggy Guggenheim and Edigio Costantini in the 1960s, who invited artists such as Picasso and Chagall to produce sculptures in glass, Berengo decided to further this creative vision, inviting contemporary artists from around the world to collaborate with the skilled glass maestros of Murano. It’s an enterprise that has seen him collaborate with the likes of Ai Weiwei, Tracey Emin, Thomas Schütte, and Laure Prouvost. Today sculptures made at Berengo Studio can be found in museums, galleries, and collections around the world, and the Studio is seen as the leading glass furnace for artistic collaborations.

About Luce5 and The Lighting Factory

Luce5 is an Italian company that has been operating since 1991 working alongside architects, lighting designers, artists, and creatives who wish to realise unique projects with light. The Lighting Factory is an ambitious project that gathers and enhances the skills and competencies that Luce5 has developed thanks to several collaborations with international artists.

The name of the project pays homage to one of the most famous artist studios that ever existed and whose creative and collaborative spirit the company wishes to honour: Andy Warhol’s The Factory. Light and its control are essential to enhance and appreciate the details of any artwork and Luce5 combines technical expertise with extensive research, cooperation, creativity and ambition to ensure every project is matched to its own unique lighting system.

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